Nature dubita. L’INGV certo della responsabilità dei media


New York – (di ppv) Nature, la bibbia imparziale della scienza mondiale, nell’ultimo numero diffuso in questi giorni, il Volume 477 Number 7364, ha dedicato la foto di copertina, con un autorevole articolo di Steve Hall, al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 ed alle vicende giudiziarie che hanno fatto emergere delle ipotesi di responsabilità verso i componenti della commissione grandi rischi. L’autore dell’articolo è il prof. Steve Hall, professore alla New York University e autore da 30 anni di straordinari libri ed articoli inerenti le tematiche scientifiche. Il Prof. Hall pone in evidenza la tematica che ha portato la procura dell’Aquila ad incriminare alcuni dei massimi esperti del mondo scientifico italiano componenti della commissione grandi rischi: i contenuti dell’analisi scientifica dello sciame sismico dell’Aquila, l’analisi del contesto in cui questo sciame sismico avveniva e la comunicazione degli stessi alla popolazione avvenuta in modo scomposto e mai corretta a distanza di giorni, nonostante la gravità della situazione. Nell’articolo, Thomas Jordan, direttore del Centro terremoti dell’Università della California a Los Angeles e presidente della Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti (Icef), afferma che comunicazioni così delicate “devono essere fatte bene, e all’Aquila non è stato fatto”. L’accusa formulata per i componenti della commissione grandi rischi del 31 marzo 2009 è molto grave: omicidio colposo plurimo. Durante il processo le parti si confronteranno con l’intenzione di evidenziare da una parte l’assoluta estraneità ai fatti descritti dall’accusa e dall’altra la fondatezza delle accuse e la valutazione della fattispecie di dolo eventuale (la consapevolezza del pericolo ed il mancato trasferimento delle informazioni utili alla popolazione) che andrebbe ad aggravare ulteriormente la posizione degli accusati. Nella giornata di ieri è stata diffusa la replica dell’INGV, che per voce del suo nuovo presidente, ha ritenuto opportuno dover prendere le distanze dalle considerazioni della rivista Nature. Il neo-presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Domenico Giardini ha affermato che ”Si tratta di trasferire l’incertezza verso una chiara indicazione da parte della Protezione civile: questo è davvero molto difficile”. Il punto, ha aggiunto, è che in occasione del terremoto all’Aquila ”si è determinato un problema a livello dei mezzi stessi di comunicazione: c’è stato cioè un ritardo nella tempestività delle notizie, con le radio locali che, nell’era della multimedialità, sono state le prime a comunicare ciò che stava accadendo”. Per la cronaca, Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi rischi; Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile; Enzo Boschi, ex presidente dell’Ingv; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case; Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova, e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile. L’udienza in composizione monocratica è stata fissata per il 20 settembre prossimo.


15 Settembre 2011

Categoria : Cronaca
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