“Caro Ministro, ricostruire non è solo impastare cemento armato: occorre il sociale”


L’Aquila – INCONCEPIBILI DEI “FIGLIASTRI DEL PIANO DI RICOSTRUZIONE” – E’ evidente che ricostruire la città dalle sue macerie, e gli altri centri del cratere, non vuol dire soltanto cemento armato, impalcature, garanzie antisismiche e recuperi di case e cose: c’è la gente da recuperare, ci sono i giovani, gli studenti, le famiglie, i disperati del doposisma che vagano disorientati in un’area urbana del tutto stravolta e alienante. Si polemizza molto sul concorsone, ma si dimentica che nessuno ha pensato al sociale.
Ci pensano, invece, il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Stefania Pezzopane, che hanno inviato a Barca un’eloquente e civile lettera: “Gentilissimo Ministro, l’argomento più in voga di questo rovente agosto aquilano è senz’altro il “concorsone”. Molti politici e diversi sindacalisti si stanno scontrando con toni piuttosto esacerbati su vari argomenti quali ad esempio la riserva dei posti, la preselezione ed altri aspetti della problematica.
A tutti coloro che dibattono in materia di concorsone è però sfuggito il particolare che, tra i profili individuati, sono incredibilmente assenti gli istruttori socio educativi, gli assistenti sociali e gli psicologi. Evidentemente è passato il concetto che la ricostruzione sia soltanto quella delle case, mentre ci si dimentica che, dopo tragedie simili a quella del terremoto, bisogna ricostruire soprattutto le persone e ricominciare dalle persone. Tra gli ormai famigerati vincitori del concorso del 2009 (OPCM 3808 concorso pubblico bandito dal Comune dell’Aquila con i fondi della Protezione civile) figurano ben 17 istruttori socio educativi impegnati negli asili nido comunali, altri sei negli uffici del Settore Politiche Sociali, Diritto allo Studio, Politiche Psicoeducative e Politiche della Casa, a cui vanno aggiunti 3 assistenti sociali ed uno psicologo, più 2 co.co.co. impegnati nell’attuazione del Piano Sociale di Zona.
Sembra che queste figure siano i figliastri della Ricostruzione, dimenticati e abbandonati al loro destino; il 31 dicembre scadrà il contratto e con esso finirà la loro avventura al Comune dell’Aquila. Infatti, la proposta fatta dall’Amministrazione Comunale di inserire anche questi profili professionali nel concorso, non è stata accettata dal Governo.
Non si tiene, però, in considerazione che questi lavoratori svolgono un ruolo essenziale in un settore nevralgico della macchina comunale, dove i carichi di lavoro, a causa del post-sisma, sono enormemente aumentati. Infatti sono emersi gravi problemi familiari ed extra familiari, con aumento della conflittualità di coppia, crisi del ruolo genitoriale che ci hanno portato a dover rafforzare i nostri servizi di mediazione familiare. Inoltre registriamo, anche statisticamente un aumento del grave e sottovalutato disagio giovanile, nonché problemi legati alla perdita del lavoro , all’aumento della cassa integrazione e al precariato che hanno prodotto un aumento significativo delle persone in estrema povertà che denunciano ai nostri servizi sociali gravi disagi socio economici. Dopo il sisma abbiamo dovuto attivare un servizio speciale di assegnazione alloggi alle categorie svantaggiate e ai senza fissa dimora. Un servizio del tutto nuovo non esistente prima del terremoto. Sono purtroppo in aumento i minori affidati dal tribunale ai servizi sociali del Comune, così come aumentano le utenze, triplicando i numeri rispetto a prima del terremoto, di coloro che si rivolgono quotidianamente ai servizi sociali per problematiche di inclusione sociale. Rispetto all’aumento di tali casistiche il Comune da solo e grazie al contributo degli addetti provenienti dall’OPCM 3808, ha tentato di fornire risposte adeguate e certe attraverso personale specialistico con esperienza professionale. L’auspicio dell’Amministrazione è quello di rafforzare le sue politiche sociali, ed invece il 31 Dicembre i servizi sociali del Comune perderanno 28 dipendenti , mandando in tilt tutto un sistema faticosamente messo a punto per arginare i fenomeni di degredo sociale. Chi arginerà dal 1 gennaio 2013 l’ingente mole di persone che viene ogni giorno a chiedere un’abitazione, un sussidio, una “una tantum”, le borse di studio, il trasporto scolastico? Chi gestirà il servizio di refezione scolastica? Chi metterà in atto progetti atti a ritrovare spazi per l’aggregazione dei giovani e per ricostruire il tessuto sociale? Chi penserà alle fasce più deboli e meno abbienti? Domande che, ad oggi, non trovano alcuna risposta.
La domanda più spinosa è, però, quella su chi gestirà gli asili nido comunali. Come potranno continuare la loro attività didattica ed educativa i tre asili nido comunali che dal gennaio 2013 perderanno le prestazioni di diciassette istruttori socio educativi? Va da sè che oltre la metà dei bambini, inseriti nei nidi fin dal primo settembre, non troveranno più spazio, con un consequenziale disagio sia per loro che per le famiglie che avranno difficoltà a trovare soluzioni alternative. Inoltre, si interromperà la continuità didattica in bambini dai 0 ai 3 anni con ovvie ripercussioni su loro stessi e sulle loro famiglie.
C’è pochissimo tempo per riparare, è una vera emergenza, è necessaria una riunione urgente al fine di definire un PIANO SOCIALE PER LA RICOSTRUZIONE, proposta già sollecitatata dall’Amministrazione Comunale nei confronti della Regione e del Governo e che ora diventa una urgenza assoluta. Un PIANO SOCIALE PER LA RICOSTRUZIONE che preveda servizi/interventi atti a contenere tutte le fragilità, poiché sono parti integranti di un nuovo tessuto sociale straordinario. È importante che il Ministro Barca e l’Amministrazione Comunale diano ascolto a queste esigenze che sono di giorno in giorno sempre più pressanti”.


21 Agosto 2012

Categoria : Cronaca
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