Tasse e pedaggi, giorno nero in Abruzzo – IdV, Lolli e Legnini su banche e oneri per tutti


L’Aquila – Nulla e nessuino hanno impedito il ritorno al regime fiscale per i terremotati abruzzesi, che da oggi, tranne alcune categorie decisamente minoritarie, tornano al normale regime fiscale, e poi dovranno restituire le tasse sospese euro su euro. A fine luglio dipendenti e pensionati avranno busta paga leggera, pagheranno le bollette e tutto il resto. Rimangono congelati i mutui, gratis gli autobus urbani (ancora per un mese). Quasi 3.500 persone sono ancora sfollate sulla costa, e pagheranno l’autostrada, perchè la viacard gratuita scadeva ieri. Non avranno la possibilità di farsi compilare ricette dai medici, ma dovranno recarsi ogni volta dal medico di famiglia a L’Aquila o dove abitavano. Pagando benzina e autostrada. In più, per tutti, scatta l’aumento dei pedaggi autostradali e per l’area Pescara-Chieti, si paga un euro per imboccare l’asse attrezzato provenendo dalla A-14 e dalla A-25. Smentiti i politici che con leggerezza avevano detto duie giorni fa che l’asse sarebbe rimasto gratuito per tutti. Finisce nel modo peggiore, quindi, l’indegna cagnara di annunci e smentite dei politici: si paga e come. La situazione più drammatica, comunque, è quella dei terremotati che da oggi tornano a pagare tasse e rate delle vecchie fra qualche mese, al 100×100 e senza sconti. Un’ingiustizia incomprensibile rispetto ad altri terremotati italiani negli anni scorsi.

LOLLI – “Alcune banche gia’ cominciano a bussare alle porte degli aquilani per pretendere la riscossione dei mutui?”. Giovanni Lolli, deputato del Pd, cosi’ descrive la realta’ di molti cittadini abruzzesi che “dopo tante promesse, dopo tanto parlare – dice – oggi si trovano abbandonati dal governo, subendo una sorte completamente diversa da quella riservata a Umbria e Marche, come se i terremotati abruzzesi fossero di serie B. La situazione e’ molto preoccupante: tutti i terremotati ricominceranno a pagare le tasse correnti, tranne i lavoratori autonomi con un volume di affari non superiore ai 200 mila euro (redditi del 2008), cioe’ praticamente quasi nessuno, mentre per quanto riguarda la restituzione di quanto sospeso sino a oggi, e’ previsto lo slittamento a gennaio 2011 ma restano le 60 rate e la misura del 100 per cento di quanto dovuto. Io continuo a sperare in una modifica dell’emendamento presentato al Senato: c’e’ ancora tempo per un ravvedimento di governo e maggioranza”, rileva infine Lolli. Critica, sempre nel PD, anche la dichiarazione del segretario nazionale Bersani.

LEGNINI – “Diversi milioni di euro usciranno ogni anno dalle tasche degli abruzzesi per rimpolpare le casse dello Stato centrale. In barba al federalismo, ecco il primo atto concreto del centrodestra per l’Abruzzo”. Lo afferma il senatore del Pd Giovanni Legnini dopo l’entrata in vigore del pedaggio sull’asse attrezzato Pescara-Chieti. “Gli abruzzesi” dice Legnini “devono ringraziare l’azione dei senatori Pastore e Di Stefano, che si sono attivati presso il ministero ottenendo un grande risultato: una nuova tassa. Gli abruzzesi sono i piu’ penalizzati: pagheranno per uscire dall’area Pescara-Chieti, pagheranno per entrare nel raccordo anulare di Roma, e se dovranno andare a Fiumicino pagheranno una terza volta”.

IDV – “Per Berlusconi si tratta solo di un ‘piccolo obolo’ in piu’ a carico dei cittadini che percorrono la tratta Colledara – Villa Vomano Basciano. Per i cittadini interessati, che quella tratta percorrono giornalmente, un vero e proprio salasso, un furto legalizzato!”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale dell’Idv, Cesare D’Alessandro. “Anziche’ intervenire sui redditi alti, sulle rendite parassitarie e sugli sprechi della politica – prosegue il Consigliere dell’Idv – il Governo Berlusconi spara sulla massa di pendolari che percorrono le strade non per proprio diletto, ma per assicurare un reddito alle famiglie”. La Federconsumatori stima che i lavoratori delle aree interne dovranno affrontare un aumento dei costi che va dai 24 ai 48 euro mensili (300-500 euro all’anno) un prelievo insopportabile per le famiglie che gia’ faticano ad arrivare a fine mese. “Si tratta di un aumento immotivato oltre che indiscriminato, che pesa sulle fasce piu’ deboli della popolazione e che non trova riscontri negli investimenti sulla tratta interessata”. “Chiediamo a Giandonato Morra, assessore regionale ai Trasporti, di non fare la politica delle tre scimmie, ‘non vedo, non parlo e non sento’, ma di attivarsi con la necessaria forza ed urgenza per costringere il Governo e l’ANAS a tornare indietro sui propri passi”.


01 Luglio 2010

Categoria : Cronaca
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