Al Mediamuseum “Chimere Vestine”


Pescara – Martedì 21 settembre alle 18.00 presso il Mediamuseum sarà inaugurata la personale di Mario Costantini “Chimere Vestine”. La mostra, curata da Ilaria Caravaglio, propone sculture in pietra, ceramica, dipinti e ricami, opere realizzate per lo più nel 2010 indagando l’apotropaicità delle Chimere vestine All’inaugurazione saranno presenti l’artista e la curatrice.
L’intreccio tra forma e contenuto è ciò che colpisce nell’opera di Mario Costantini, in maniera particolare nelle protagoniste di questa mostra: le chimere.
Creature fantastiche, ibrido frutto della fusione tra due o più animali, le chimere sono già state fonte d’ispirazione in letteratura, musica e poesia ed ora, tra le mani di Costantini, riprendono vita sia sulle tele che emergendo dalla bianca pietra della Maiella e dalle ceramiche patinate.
Le chimere vestine sono le inconsapevoli testimonianze del legame profondo che l’artista nutre per la propria terra, legame che si nutre anche della tradizione e delle leggende che, sin dai tempi arcaici, hanno reso protagonisti di racconti e curiosità questi esseri misteriosi.
Opere che, al primo sguardo, potrebbero apparire semplici giochi di astrattismo, rivelano invece una figurazione chiara e ben definita, che Costantini ha reso propria nel corso del tempo fondendo sapientemente la manualità dell’artigiano, indispensabile nella lavorazione di alcuni materiali, ed una indiscutibile creatività che gli ha fornito, già da tempo, la consacrazione artistica.
Nei suoi lavori si percepisce un “incontro-scontro” tra forma e contenuto, tra materia e soggetti: netto è il contrasto tra l’alone di mistero che avvolge le sculture ed il bianco lucente della pietra, tra la rotondità e morbidezza delle curve e la materia dura e spigolosa in natura, tra i fili di seta usati per il ricamo ed il sacco usato da supporto.
Nel difficile approccio alla molteplicità di stili e forme che il contemporaneo ci offre, le chimere di Costantini sembrano quasi voler fornire anche ad un pubblico meno preparato una chiave di lettura, una chiave che, probabilmente, riesce ad accorciare le distanze e permette di fare capolino in un mondo articolato e complesso quale l’arte del terzo millennio.
Davanti alle chimere vestine, infatti, il fruitore viene lasciato libero di spaziare con la mente, decidendo in piena autonomia come osservare le opere, scegliendo il punto di osservazione e giocando con la fantasia dinanzi alle misteriose creature, caratterizzate da una stupefacente vitalità, nonché da un dinamismo che le rende ancor più enigmatiche.
Le forme armoniose e leggere, che in qualche caso rimandano quasi ad una simbologia primitiva, sembrano infatti non esigere un preciso contesto espositivo, anzi, l’occhio dell’osservatore le percepisce forse meglio se collocate in spazi monocromi ed asettici, quasi fluttuassero nel vuoto, avvolte da un alone di atemporalità.
La ricerca di Mario Costantini è caratterizzata da un certo equilibrio tra arcaismo ed attualità e per questo, osservando le sue opere, si può essere sorpresi dalla sensazione di aver già visto quelle forme e quelle figure, come un déjà vu che di colpo fa riaffiorare dai cassetti della memoria immagini e ricordi dal sapore antico.
Le figure stilizzate, morbide e sintetiche, che sotto lo scorrere delle mani dell’artista percorrono le tele, la pietra e la ceramica, non appaiono fini a se stesse e non si affidano mai solo all’armonia ed ai canoni estetici, ma mantengono una costante allusività figurativa, capace di raggiungere e sfiorare le corde emozionali del fruitore.
Mario Costantini non segue le tendenze artistiche del momento, ma riesce a mantenere una personale visione dell’arte attraverso il proprio linguaggio ben definito e ricco di echi del passato, caratterizzato appunto da quelle che potremmo definire opere “moderne nella forma ed antiche nell’anima”.
Le chimere vestine di Costantini sono intrise di una spiritualità non contingente, proiettate verso i misteri del cosmo, cariche di un fascino derivante anche dalla sottile ambiguità che le caratterizza.
Ebbene, dietro l’apparente indecifrabilità contenutistica delle opere, si cela in realtà un’ampia ricerca artistica in continua evoluzione, seppur saldamente ancorata alle tradizioni e ad un’appartenenza etnica urlata a gran voce; e tradizione ed etnia altro non sono se non le parole chiave, i due fattori che risultano essere gli indiscussi protagonisti di tale ricerca sin dal titolo stesso della mostra: le “Chimere Vestine”.

MediaMuseum
Pescara Piazza Emilio Alessandrini
21-30 settembre 2010
Inaugurazione, martedì 21 ore 18,00
Orario di apertura: mattina ore 10,30-12,30 pomeriggio 17,00-1700


20 Settembre 2010

Categoria : Cultura
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