UGL: “Vergogna Transcom, sa dire solo no”


transcomL’Aquila – La Transcom conosce solo una parola quando si parla dell’Aquila e della sua tragedia: “no”. Altro non sa dire, neppure se interlocutori sono ministri e prefetti. Lo afferma sdegnato il sindacato UGL, mentre gli altri tacciono. “Il terremoto ci ha temprati e ci ha abituato a tutto – scrive oggi il sindacato UGL – e quindi non ci scandalizziamo certo più di tanto, ma l’arroganza mostrata da Transcom non può che confermare il giudizio negativo che da tempo abbiamo maturato nei confronti di questi, passateci il termine, peracottari da 4 soldi. Ebbene, a fronte della disponibilità al confronto mostrata dai sindacati, i signorotti del call-center, ormai divenuti gli artefici di un vero e proprio scandalo nazionale, hanno deciso di schiaffeggiare sonoramente tutto ciò che li circonda. Ed ecco quindi che lor signori prima “schiaffeggiano” il prefetto dell’Aquila che aveva chiesto, come gesto di distensione, la sospensione della procedura dei licenziamenti e poi stessa identica cosa hanno fatto dietro richiesta esplicita del ministero. Nonostante la ferma richiesta del dott. Càstano del Ministero per lo sviluppo economico, Transcom ha detto no! …Questi individui meritano solo di essere cacciati a calci nel culo dalla nostra città! E non è detto che ciò non possa avvenire.
(Ndr) - Non siamo soliti condividere nè il sindacalese, nè il politichese, linguaggi secondo noi lontani dalla reale percezione della gente. Bisogna dire le cose come stanno, senza emotività e senza sconfinare. Tuttavia, permetteteci, stavolta è doveroso ribadire la domanda: scusate, signori di questa sigla che ricorderemo a lungo, Transcom, non vi vergognate neppure un pochettino, nel chiuso delle vostre piccole coscienze multinazionali? Non avvertite mai nell’ovatta delle vostre comode posizioni strapagate, ai vertici, un senso di colpevolezza, di disagio? Pensiamo che un circuito elettronico ultratecnologico abbia più umanità della Transcom. (G.Col.)


27 Giugno 2009

Categoria : Economia
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