Turismo, il piatto piange in Abruzzo


costa-trabocchiL’Aquila – Turismo, il piatto piange, occorre versare almeno il “cip” dei pokeristi. Le cose non stanno andando per il verso giusto sulla costa, dove spiagge e arenili sono ancora praticamente deserti: solo ieri e oggi, complice il gran caldo, è arrivato qualcuno ad aprire ombrelloni e sdraio. I prezzi per un ombrellone e una sdraio, a dire il vero, sono salati e soprattutto variabili: non dovrebbero esserci delle tariffe uguali per tutti e ben esposte? Le bandiere blu che sventolano su una quantità di località balneari adriatiche non hanno fatto miracolo, fino ad ora: si spera in un giugno caldo, si conta in un luglio alla grande, ma c’è anche chi sta sfiduciandosi. Gli sfollati ospiti negli alberghi e nei campeggi occupano, a occhio e croce, il 20% dei posti di cui dispone la riviera adriatica, quindi il danno di cui alcuni parlano, è inesistente. Anzi, molti alberghi hanno fatto il pieno dal 6 aprile in avanti, e vengono pagati dalla protezione civile, come molti ristoranti convenzionati. E c’è già chi mercanteggia un aumento del 10-15% con la Protezione civile, per tacere e smetterla di lamentarsi degli sfollati. Che, almeno in molti casi, sono stati “merce” preziosa per decine di alberghi vuoti o ancora chiusi, ma prontamente riaperti.
Nell’interno, invece, le cose vanno decisamente male. Secondo un sondaggio di Ennio Bellucci della Rai, trasmesso oggi, a Roccaraso e dintorni non c’è ancora un’anima viva, e così anche nelle località del Parco d’Abruzzo. Prenotazioni sfumate, gente partita, gente che ha messo scuse per non venire: hanno paura di un terremoto che lassù non c’è stato proprio, neppure lo hanno avvertito tutti leggermente. Ma la parola Abruzzo suscita preoccupazioni, ed eccoli in tanti a dire: “Non vengo più”. La Provincia ha messo in campo ieri una buona iniziativa promozionale, lo stesso dovrebbe fare, se ci fosse, l’agenzia turistica regionale, che invece è muta come un merluzzo. Uno sforzo comune per attirare turismo in Abruzzo darebbe risultati: manca, infatti, la comunicazione, la promozione di immagine, la rassicurazione su un terremoto che ha colpito solo L’Aquila e dintorni. Il buon Vissani, il grande cuoco umbro, ci dà una mano e dice: “Venite in Abruzzo”. La Provincia si ingena e si dà da fare. Magari un’offerta a prezzi vantaggiosi lanciata sui mass media e in tv darebbe i suoi frutti. Ma chi è in grado di studiarne una e di lanciarla con efficacia e rientri in termini di presenze e affluenza? Qui siamo ancora alla preistoria della comunicazione: qui negli uffici turistici ciò che conta, è lo stipendio a fine mese, mica i risultati e il merito di un lavoro davvero utile all’Abruzzo. (nella foto la Costa dei Trabocchi nel Chietino)


23 Maggio 2009

Categoria : Cronaca
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